Juan Lebron e Franco Stupaczuk sono gli unici top player maschili a essersi iscritti al P2 di Cancun, andando in aperto contrasto con la grande protesta organizzata dalla PPA (e che ha già portato alla diserzione in massa da Gijon).
La coppia ispano-argentina sarà l’unica presente in Messico all’interno della Top 100, dopo che il Premier Padel ha accettato la loro richiesta di prolungare la dead line per la registrazione al torneo. Una mossa che, come preventivabile, non ha fatto piacere agli altri giocatori impegnati nella protesta contro il Premier Padel, e che ha già attirato diverse critiche.
Stupaczuk, attraverso il proprio canale Instagram, ha voluto spiegare in maniera più approfondita le ragioni della scelta. L’argentino ha riconosciuto il momento “difficile e doloroso” che sta attraversando il padel internazionale per via dello scontro tra giocatori e Premier Padel. “Avevo molti dubbi su quale fosse la decisione giusta”, ha proseguito parlando dell’iscrizione al torneo di Cancun.
Stupa si è poi soffermato sulla situazione contrattuale dei giocatori nei confronti del Premier Padel, che è uno dei principali argomenti di discussione tra gli atleti. “La realtà è che non conosciamo tutte le sfumature della nostra situazione contrattuale”, ha continuato l’argentino. “E, per questo motivo, ho deciso di consultare uno studio legale affinché analizzasse la situazione, e mi hanno inviato un documento dettagliato in cui mi sconsigliavano vivamente di non iscrivermi ai prossimi tornei a causa dei rischi giuridici, civili, commerciali e sportivi che questa decisione potrebbe comportare, così come delle conseguenze economiche e patrimoniali personali derivanti dalla stessa”.
“Ho condiviso questa raccomandazione con il resto dei giocatori affinché avessero tutte le informazioni e potessero prendere la decisione che ritenevano più adeguata […] Vi assicuriamo che non intendiamo, in nessun caso, trarre vantaggio sportivo da questa situazione. Anzi, se in futuro si decidesse che Cancún non sarà un torneo valido per il ranking, saremo d’accordo. Oppure, se più avanti dovessimo rinunciare a giocare un torneo P2 affinché gli altri compagni possano recuperare i punti che non hanno potuto ottenere in Messico, lo faremo. Non si tratta di punti o di premi in denaro, ma di una decisione presa con un pensiero più profondo”.
